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Nel 2000 ho seguito il corso per Informatori della Memoria organizzato dalla Proloco di Longarone per conoscere meglio la storia del Vajont che ha reso tristemente famoso il mio paese.

In seguito, ho avuto la fortuna di accompagnare molti gruppi e comitive nella visita dei luoghi del Vajont per far conoscere anche a loro come si è svolta la vicenda e portare avanti così la memoria di quanto successo.

Nella fotografia qui a sinistra, si può vedere la diga e una parte della frana caduta la notte del 9 ottobre 1963, ormai coperta da alberi.


A lato, una fotografia scattata dal paese di Casso che mostra il piano di scivolamento della frana. Si può notare la forma ad M.


Per l'anniversario dei 40 anni dal disastro del Vajont, il Presidente della Repubblica Ciampi ha fatto visita a Longarone e ai luoghi colpiti dalla catastrofe.
La notte del 9 ottobre 1963 persero la vita 1910 persone.


La diga del Vajont, pur reggendo all'impatto, non ha potuto fermare l'onda di 25 milioni di metri cubi di acqua diretti verso Longarone.

La diga ha un'altezza di 260 metri ed è la diga a doppio arco più alta del mondo.


Il cimitero di Fortogna, da poco sistemato e diventato Monumento Nazionale, accoglie quasi tutte le vittime ritrovate dopo il disastro.

Un'iscrizione posta all'esterno, descrive molto bene la notte del Vajont e spinge i visitatori a non dimenticare quanto è successo:

 

 

"Prima il fragore dell'onda
poi il silenzio della morte
mai l'oblio della memoria"